Allo stadio St. Jacob di Basilea , va in scena il match inaugurale di Euro 2008 tra Svizzera e Repubblica Ceca.
Repubblica Ceca allenata sembra per l’ultima volta in una rassegna internazionale da Karel Bruckner.
Come sempre per lui impianto tattico molto solido , si affida ad un 4-5-1 molto compatto.
Dispone Galesek centromediano metodista davanti alla difesa , sarà lui il vero regista dell’undici Ceco.
Ai suoi lati due giocatori molto duttili con caratteristiche diverse , Jarolim e Polak , il primo gioatore di buona tecnica utile nel possesso palla , il secondo ,Polak , dotato di buona corsa ma con poca visione di gioco compatta bene i reparti dando equilibrio in mezzo al campo.
Il compito di creare la superiorità è dei due esterni , Sionko a destra e Plasil a sinistra . Abili nel cercare l’uno contro uno , specialmente il primo ,mentre il secondo si muove molto senza palla , ma è abilissimo a mettere dentro dei buoni cross tagliati .
Nel ruolo ormai consueto per lui , Jan Koller , classica boa attorno a cui ruota tutta la squadra. Alla sua sostituzione ecco entrare un 24enne interessante , Vaclav Sverkos , subito in gol sugli sviluppi di un errato fuorigioco svizzero.Tatticamente il suo ingresso cambia poco nulla , sempre punta unica , forte fisicamente , abile nel proteggere il pallone e far salire la squadra ; differenza : una maggiore rapidità tra le linee , difficilmente Koller avrebbe trovato il tempo di anticipare i difensori e calciare di prima sull ‘uscita del portiere come ha fatto Sverkos.
Nel finale alcuni cambi senza interferire sul piano tattico ma funzionali a proteggere il vantaggio sull’assedio Svizzero ( una traversa). Vleck per un esausto Sionko e più importante Kovac per Jarolim , molto più abile nell’interdizione , nei minuti finali sarà infatti Kovac a giocare quasi in linea con Galasek.
LA CHIAVE TATTICA DI BRUCKNER
La chiave del possesso palla dominante nel momento cruciale del match sta nell’ottimo centrocampo messo in piedi da Bruckner.
Galasek , poco più avanti ai suoi lati Jarolim e Polak ,esterni Sionko e Plasil.
L’ex centrocampista dell’Ajax è sempre in appoggio ai compagni fungendo da vertice arretrato in ogni scambio , Jarolim e Polak gestiscono il possesso palla sulla trequarti dialogando con gli esterni e con Koller ( Sverkos). Molto bello e inusuale come muovono palla i tre centrali appena elencati , più di una volta infatti , nel complesso possesso Ceco , prima di aprire sulle fasce hanno spostato palla con una treccia da destra e sinistra scambiandosi posizioni ma facendo sempre viaggiare la palle.
La chiave del gioco sta tutta nelle fasce , Sionko ha più fantasia e punta spesso l’uomo mentre Plasil si accentra o si libera al cross muovendosi a fari spenti.
Importante l’uso dei terzini: quando Grygera e Jankulovsky salgono sono Sionko e Plasil ad aprire loro i corridoi accentrandosi e permettendo a Jarolim e Polak di aprire sulle fasce. Con questa mossa nella fase centrale dell’incontro la Repubblica Ceca ha tenuto il pallino del gioco gestendo il pallone nella metà campo avversaria con u gran numero di giocatori.
Abile Bruckner come sempre a mettere una squadra preparata e compatta in campo , anche se l’impressione è che con il ritiro di Nedved e l’assenza per infortunio di Rosicky la sua squadra abbia perso molta fantasia proprio sulla trequarti dove si è palesata l’assenza di situazioni alternative al possesso per vie orizzontali.
L’asso nella manica , inutilizzato in questo match Milan Baros , punta veloce e potente che può cambiare il volto dell’attacco Ceco, vedremo se Bruckner ha deciso di riservarlo per avversari più tosti , con qualche modifica tattica ad accompagnarlo.
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