2 Aprile 2008 EMIRATES STADIUM ,London
L’ Arsenal si presenta con un 4-4-2 solo teorico in quanto da come appare subito evidente Van Persie si piazza alle spalle dell’ unica punta Adebayor , fungendo così in un 4-4-1-1 da trequartista.
Proprio la posizione di Van Persie è il freno dei Gunners nella prima parte di gara, non entra mai in partita schiacciato anche dalla coppia di mediani del Liverpool Mascherano e Xabi Alonso che occupa saldamente quella porzione di campo.La difficoltà di Van Persie di trovare spazio e gioco costringe Hleb a restare chiuso sulla sinistra . La conseguenza è un ottimo possesso palla dei Gunners che però non riescono a trovare sbocchi sulla trequarti e nei pressi di Reina.
LA CHIAVE
L’ingresso del giovane talento Walcott è la chiave di svolta per gli uomini di Wenger. In fase difensiva non cambia nulla ma in fase propositiva è tutta un’altra musica.
Hleb si sposta sulla trequarti nel settore di centro-destra mentre Walcott occupa la medesima posizione sul centro-sinistra . Diversi compiti per i 2, Il bielorusso svaria a 360 gradi attacca la fascia e punta l’area indifferentemente proponendosi per i triangoli con Fabregas e le sponde di Adebayor, Walcott invece predilige sfondare sulla fascia dove trova puntualmente le sovrapposizioni di uno straripante Clichy.
Importante la velocità del baby inglese per occupare la posizione di esterno sx nel 4-4-2 difensivo.
E’ in questa fase che Wenger esprime il suo genio calcistico trovando la giusta posizione ai suoi alfieri in campo che gli consentono di esprimere il suo calcio spumeggiante basato su rapidi scambi ,triangoli , e velocità nell’attaccare lo spazio.
Fabregas – Flamini
In questa fase di gioco si può apprezzare chiaramente come i due centrali dei Gunners siano perfettamente in sintonia nel disegno tattico di Wenger. Si muovono con enorme precisione , dei due Fabregas gode di maggiore libertà e elabora sapientemente il gioco con trame rasoterra o ampi cambi di gioco.
Flamini è soprannominato dai tifosi “la guardia del corpo di Fabregas” e si capisce perchè, si alterna al regista basco con costanza per tutti i 90 minuti ,se uno sale l’altro copre la posizione, motivo per il quale è difficile sorprendere i Gunners in mezzo al campo. Abile il francese a farsi sempre trovare libero quando il suo compagno è sotto pressione fornendo sempre una sponda sicura o il vertice per un triangolo.
L’ ERRORE DI WENGER
Nel tentativo di calare lo scacco matto ai Reds ,Wenger al 66′ minuto rileva Ebouè per Bendtner , centravanti puro.
L’idea è chiara ,sfruttare il trend positivo piazzando un altra torre abile anche palla a terra nel cuore dell’area.
Il risultato però non è quello voluto : per dare equilibrio sistema la squadra con un 4-4-2 nel quale Hleb e Walcott fanno gli esterni ,ma da questa posizione non riescono più a dare verve alla manovra.
Il gioco ne risente ,Fabregas si ritrova come unico interlocutore il pivot Adebayor ,ma tutto il gioco ne risente.
I REDS.
Rafa Benitez schiera i suoi ragazzi con precisione e rigore tattico sublimi.
Un palese 4-2-3-1 in cui Steve G. occupa ormai saldamente la posizione di centrocampista offensivo, abile nell’inserimento a fari spenti sulle sponde di Torres ( in continua crescita) e maestro nell’aprire il gioco per gli esterni Kuyt e Babel e per le sovrapposizioni dei terzini , specialmente F.Aurelio mentre Carragher occupa una posizione più difensiva.
Fondamentale il lavoro dei due guardiani Alonso e Mascherano. Il primo con il compito di dare respiro alla manovra in una zona in cui imperversa la velocità dei Gunners ,il secondo strepitoso mastino nella bagarre.
Xabi soffre un pò al rientro dal lungo infortunio e nel finale viene sostituito dal giovane brasiliano Levia .
Ottimo incontrista, meno costruttore ,ma l’11 di Liverpool non accusa il colpo in quanto Mascherano si prende la responsabilità di dirigere il lavoro ordinario mentre per le faccende più complicate ci pensa Capitan Gerrard con la sua grande classe e tenacia.
Kuyt e Babel chiavi offensive, svariano tra la fascia e la tre-quarti fornendo ottimi palloni a Gerrard e Torres.
Il cambio Babel – Benayoun non porta modifiche tattiche, l’israeliano tiene la stessa posizione dell’olandese differendo però per caratteristiche tecniche, il primo ama portare palla e cercare l’uno contro uno mentre il secondo preferisce attaccare lo spazio.
Ottima prova per Rafa Benitez, mostratosi come sempre abile stratega , battendo il collega Wenger piazzando una squadra molto equilibrata e continua su tutti i 90 minuti su un campo temibile come L’Emirates Stadium.
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