Karel Bruckner , la sua tattica.

Giugno 8, 2008 di likemourinho

Allo stadio St. Jacob di Basilea , va in scena il match inaugurale di Euro 2008 tra Svizzera e Repubblica Ceca.

Repubblica Ceca allenata sembra per l’ultima volta in una rassegna internazionale da Karel Bruckner.

Come sempre per lui impianto tattico molto solido , si affida ad un 4-5-1 molto compatto.

Dispone Galesek centromediano metodista davanti alla difesa , sarà lui il vero regista dell’undici Ceco.

Ai suoi lati due giocatori molto duttili con caratteristiche diverse , Jarolim e Polak , il primo gioatore di buona tecnica utile nel possesso palla , il secondo ,Polak , dotato di buona corsa ma con poca visione di gioco compatta bene i reparti dando equilibrio in mezzo al campo.

Il compito di creare la superiorità è dei due esterni , Sionko a destra e Plasil a sinistra . Abili nel cercare l’uno contro uno , specialmente il primo ,mentre il secondo si muove molto senza palla , ma è abilissimo a mettere dentro dei buoni cross tagliati .

Nel ruolo ormai consueto per lui , Jan Koller , classica boa attorno a cui ruota tutta la squadra. Alla sua sostituzione ecco entrare un 24enne interessante , Vaclav Sverkos , subito in gol sugli sviluppi di un errato fuorigioco svizzero.Tatticamente il suo ingresso cambia poco nulla , sempre punta unica , forte fisicamente , abile nel proteggere il pallone e far salire la squadra ; differenza : una maggiore rapidità tra le linee , difficilmente Koller avrebbe trovato il tempo di anticipare i difensori e calciare di prima sull ‘uscita del portiere come ha fatto Sverkos.

Nel finale alcuni cambi senza interferire sul piano tattico ma funzionali a proteggere il vantaggio sull’assedio Svizzero ( una traversa).  Vleck per un esausto Sionko e più importante Kovac per Jarolim , molto più abile nell’interdizione , nei minuti finali sarà infatti Kovac a giocare quasi in linea con Galasek.

LA CHIAVE TATTICA DI BRUCKNER

La chiave del possesso palla dominante nel momento cruciale del match sta nell’ottimo centrocampo messo in piedi da Bruckner.

Galasek , poco più avanti ai suoi lati Jarolim e Polak ,esterni Sionko e Plasil.

L’ex centrocampista dell’Ajax è sempre in appoggio ai compagni fungendo da vertice arretrato in ogni scambio , Jarolim e Polak gestiscono il possesso palla sulla trequarti dialogando con gli esterni e con Koller ( Sverkos). Molto bello e inusuale come muovono palla i tre centrali appena elencati , più di una volta infatti , nel complesso possesso Ceco , prima di aprire sulle fasce hanno spostato palla con una treccia da destra e sinistra scambiandosi posizioni ma facendo sempre viaggiare la palle.

La chiave del gioco sta tutta nelle fasce , Sionko ha più fantasia e punta spesso l’uomo mentre Plasil si accentra o si libera al cross muovendosi a fari spenti.

Importante l’uso dei terzini: quando Grygera e Jankulovsky salgono sono Sionko e Plasil ad aprire loro i corridoi accentrandosi e permettendo a Jarolim e Polak di aprire sulle fasce. Con questa mossa nella fase centrale dell’incontro la Repubblica Ceca ha tenuto il pallino del gioco gestendo il pallone nella metà campo avversaria con u gran numero di giocatori.

Abile Bruckner come sempre a mettere una squadra preparata e compatta in campo , anche se l’impressione è che con il ritiro di Nedved e l’assenza per infortunio di Rosicky la sua squadra abbia perso molta fantasia proprio sulla trequarti dove si è palesata l’assenza di situazioni alternative al possesso per vie orizzontali.

L’asso nella manica , inutilizzato in questo match Milan Baros , punta veloce e potente che può cambiare il volto dell’attacco Ceco, vedremo se Bruckner ha deciso di riservarlo per avversari più tosti , con qualche modifica tattica ad accompagnarlo.


La zona di Zlatan

Giugno 2, 2008 di likemourinho

Zlatan Ibrahimovic , genio e sregolatezza del calcio mondiale , combina doti tecniche eccelse ad una straordinaria potenza fisica , dispone di grande potenza al tiro anche se talvolta manca di precisione , ma sopperisce a questa mancanza con una straordinaria capacità di leggere il gioco e di rifinire assist d’oro per i compagni.

Svaria su tutto il fronte dell’attacco ma la zona che predilige è quella centrale antistante l’area , attorno a questa caratteristica ruota molto del gioco d’attacco dell’Inter di Mancini.

Arretrando centralmente per prendere palla dai centrocampisti grazie alla sua potenza fisica riesce a creare dei corridoi nei quali si inseriscono con grande rapidità i compagni che sfruttano poi le sue improvvise verticalizzazioni .

Un tema evidenziato nella partita di ritorno al Meazza contro il Liverpool quando Ibra per due volte ha servito Cruz che tagliava alle sue spalla mettendolo i entrambe le occasioni in ottima posizione per aprire il fuoco su Reina.Grazie alla sua tecnica protegge la sfera abilmente facendo salire la difesa nei cui varchi si insinua il compagno.

Contro l’udinese alla prima della stagione 2007/2008 dalla lunetta Ibra ha inventato una fantastica apertura per il taglio di Dejan Stankovic che ha realizzato il gol.

Splendido triangolo contro il Palermo sempre al Meazza alla 28° giornata di questa stagione :

Viera a grande velocità avanzava verso l’area , Zlatan esce centralmente andandogli in contro , riceve palla mente il capitano francese taglia alle sue spalle per poi ricapitargliela con un perfetto lob davanti al portiere , risultato? Gol!

E’ questa la zona chiave per il suo gioco , anche se lo vedremo come sempre svariare a destra e a sinistra portandosi a spasso i difensori , questa è la zona che ritorna sempre nelle sue giocate migliori , da qui ha realizzato i suoi gol migliori , lo sfondamento alla Sampdoria in cui tre difensori non sono riusciti a tenerlo , la magia contro il CSKA Mosca in Champions League e il primo gol di Zlatan da giocatore dell’Inter contro il Milan .

Motivo per cui potrebbe essere ideale nel gioco del suo nuovo allenatore ( è ufficiale da pochi minuti) Josè Mourinho, ma questa è un’altra storia…

Coming soon

Giugno 1, 2008 di likemourinho

Nel prossimo futuro vorrei parlare di Zlatan Ibrahimovic.Un approfondimento sulla zona di campo dalla quale riesce a servire meglio i compagni.La zona centrale antistante l’area.

Una veloce analisi anche su Josè Mourinho ,su come giocava con il suo Porto , poi con il Chelsea e quindi fremo un ipotesi sulla sua nuova Inter in base ai primi colpi di mercato.

Arsenal F.C. – Liverpool F.C.

Giugno 1, 2008 di likemourinho

2 Aprile 2008 EMIRATES STADIUM ,London

L’ Arsenal si presenta con un 4-4-2 solo teorico in quanto da come appare subito evidente Van Persie si piazza alle spalle dell’ unica punta Adebayor , fungendo così in un 4-4-1-1 da trequartista.

Proprio la posizione di Van Persie è il freno dei Gunners nella prima parte di gara, non entra mai in partita schiacciato anche dalla coppia di mediani del Liverpool Mascherano e Xabi Alonso che occupa saldamente quella porzione di campo.La difficoltà di Van Persie di trovare spazio e gioco costringe Hleb a restare chiuso sulla sinistra . La conseguenza è un ottimo possesso palla dei Gunners che però non riescono a trovare sbocchi sulla trequarti e nei pressi di Reina.

LA CHIAVE

L’ingresso del giovane talento Walcott è la chiave di svolta per gli uomini di Wenger. In fase difensiva non cambia nulla ma in fase propositiva è tutta un’altra musica.

Hleb si sposta sulla trequarti nel settore di centro-destra mentre Walcott occupa la medesima posizione sul centro-sinistra . Diversi compiti per i 2, Il bielorusso svaria a 360 gradi attacca la fascia e punta l’area indifferentemente proponendosi per i triangoli con Fabregas e le sponde di Adebayor, Walcott invece predilige sfondare sulla fascia dove trova puntualmente le sovrapposizioni di uno straripante Clichy.

Importante la velocità del baby inglese per occupare la posizione di esterno sx nel 4-4-2 difensivo.

E’ in questa fase che Wenger esprime il suo genio calcistico trovando la giusta posizione ai suoi alfieri in campo che gli consentono di esprimere il suo calcio spumeggiante basato su rapidi scambi ,triangoli , e velocità nell’attaccare lo spazio.

Fabregas – Flamini

In questa fase di gioco si può apprezzare chiaramente come i due centrali dei Gunners siano perfettamente in sintonia nel disegno tattico di Wenger. Si muovono con enorme precisione , dei due Fabregas gode di maggiore libertà e elabora sapientemente il gioco con trame rasoterra o ampi cambi di gioco.

Flamini è soprannominato dai tifosi “la guardia del corpo di Fabregas” e si capisce perchè, si alterna al regista basco con costanza per tutti i 90 minuti ,se uno sale l’altro copre la posizione, motivo per il quale è difficile sorprendere i Gunners in mezzo al campo. Abile il francese a farsi sempre trovare libero quando il suo compagno è sotto pressione fornendo sempre una sponda sicura o il vertice per un triangolo.

L’ ERRORE DI WENGER

Nel tentativo di calare lo scacco matto ai Reds ,Wenger al 66′ minuto rileva Ebouè per Bendtner , centravanti puro.

L’idea è chiara ,sfruttare il trend positivo piazzando un altra torre abile anche palla a terra nel cuore dell’area.

Il risultato però non è quello voluto : per dare equilibrio sistema la squadra con un 4-4-2 nel quale Hleb e Walcott fanno gli esterni ,ma da questa posizione non riescono più a dare verve alla manovra.

Il gioco ne risente ,Fabregas si ritrova come unico interlocutore il pivot Adebayor ,ma tutto il gioco ne risente.

I REDS.

Rafa Benitez schiera i suoi ragazzi con precisione e rigore tattico sublimi.

Un palese 4-2-3-1 in cui Steve G. occupa ormai saldamente la posizione di centrocampista offensivo, abile nell’inserimento a fari spenti sulle sponde di Torres ( in continua crescita) e maestro nell’aprire il gioco per gli esterni Kuyt e Babel e per le sovrapposizioni dei terzini , specialmente F.Aurelio mentre Carragher occupa una posizione più difensiva.

Fondamentale il lavoro dei due guardiani Alonso e Mascherano. Il primo con il compito di dare respiro alla manovra in una zona in cui imperversa la velocità dei Gunners ,il secondo strepitoso mastino nella bagarre.

Xabi soffre un pò al rientro dal lungo infortunio e nel finale viene sostituito dal giovane brasiliano Levia .

Ottimo incontrista, meno costruttore ,ma l’11 di Liverpool non accusa il colpo in quanto Mascherano si prende la responsabilità di dirigere il lavoro ordinario mentre per le faccende più complicate ci pensa Capitan Gerrard con la sua grande classe e tenacia.

Kuyt e Babel chiavi offensive, svariano tra la fascia e la tre-quarti fornendo ottimi palloni a Gerrard e Torres.

Il cambio Babel – Benayoun non porta modifiche tattiche, l’israeliano tiene la stessa posizione dell’olandese differendo però per caratteristiche tecniche, il primo ama portare palla e cercare l’uno contro uno mentre il secondo preferisce attaccare lo spazio.

Ottima prova per Rafa Benitez, mostratosi come sempre abile stratega , battendo il collega Wenger piazzando una squadra molto equilibrata e continua su tutti i 90 minuti su un campo temibile come L’Emirates Stadium.